Attenzione ai Settori che rischiano di essere “Amazzonati”, scopri come il modello Amazon sta cambiando il mondo

To Be Amazoned!

Questa frase che in Inglese significherebbe “essere sorpresi”,  è diventata negli States la frase che descrive tutti quei settori che sono stati spazzati via dalla furia assassina di Amazon negli ultimi anni.

Per la verità tantissimi settori sono stati colpiti dal terremoto “Amazon” come vedi qui, altri si apprestano ad essere invasi.

Per la verità, leggendo lo splendido libro, “Vendere Tutto” che racconta la storia di Amazon ci si rende conto di come la visione di Jeff Bezos sul concetto di Amazon è a lunghissimo periodo e lui stesso, oggi, ritiene che ancora non abbiamo visto nulla di quello che ha in mente (incredibile, visto che lui oggi è uno degli uomini più ricchi al mondo).

Se vuoi leggere un bellissimo libro, ti consiglio questo libro:

Devo dirti la verità, questo testo è stata una grande sorpresa per me! Prima di tutto perché è scritto benissimo, poi perché per l’ennesima volta ci si rende conto che dietro ad ogni grande aziende, dietro ad ogni grande risultato, ci sono fallimenti, difficoltà una grande forza di volontà, tanta tanta pazienza e una visione pazzesca!

L’ Amazon di oggi, che tutti conosciamo, sino a qualche anno fa era solo nella testa di Bezos che all’inizio, da ottimo stratega si concentrò nel colpire un unico settore: quello dei libri andando a proporre in un modo evoluto quello che gli americani compravano abitualmente da Barnes & Noble (la più grande vendita al dettaglio di libri degli USA).

Pensaci, fai finta di avere la macchina del tempo e torna nel 1994 (data di fondazione di Amazon), a quell’epoca a tutti sembrava una follia “fare la guerra” ad un colosso, che è nelle “case” degli americani dal 1873!

Oltre a questa idea, quanto più visionaria, come poteva una azienda, in piena tempesta della Dot Com, anzi, simbolo della bolla speculativa Dot Com, che dopo lo scoppio della bolla dovette affrontare uno scetticismo molto forte da parte di tutti gli investitori, pensare di rivoluzionare il mercato?

Solo Bezos ci credeva, tanto che passarono quasi 10 anni prima che Amazon riuscisse a chiudere il primo bilancio in positivo!

Permettimi di aprire una piccola parentesi in merito alla Bolla del Dot Com e a quanto questa assomigli, in tantissimi aspetti, a quello che è successo alla fine del 2017 con il Bitcoin, altra bolla che si è gonfiata in modo del tutto incontrollato, per poi, ovviamente, esplodere e far cadere nello scetticismo il progetto ad esso collegato.

Nel 1994, era la stessa cosa, prima internet sembrava il futuro, e tutti volevano investire sul web, dopo improvvisamente nascevano le stessi identici dubbi che oggi abbiamo sulle Criptovalute e sul Blockchain (ho scritto un articolo a riguardo che trovi cliccando qui).

Ed è una cosa che succede in modo del tutto continuativo, guarda questo grafico con la stessa storia che si è ripetuta per: Dot Com, Immobili sino ad arrivare alla recente crisi mondiale delle Banche.

Ma tornando a noi, ad Amazon, lasciandoci alle spalle l’argomento bolla speculativa quel percorso nato nel 1994 con l’idea di invadere il mondo dei libri oggi ha raggiunto questo risultato: Su Amazon viene venduto il 42% di tutti i libri fisici degli Usa, librerie comprese, quota che sale al 75% per gli ebook e al 90% per gli audiolibri.

Come può, una azienda, in poco più di 20 anni sovvertire l’incontrastato regno di Barnes & Noble che va avanti dal 1873?

Le risposte che possiamo darci potrebbero essere diverse, ma provo a sintetizzare tutto in 3 semplici punti:

  1. Miglioramento dell’esperienza di acquisto:
    mentre in un negozio fisico, devi infilarti nel traffico, trovare parcheggio e fare la coda per pagare, oppure alla peggio può capitare di non trovare il testo e quindi hai fatto tutta quella fatica per nulla; con Amazon (che domina il mercato proprio per la fantastica esperienza di acquisto) con 1 click (il famoso 1 click to buy) hai già fatto tutto.
  2. Capillarità del sistema:
    Mentre Barnes & Noble per poter raggiungere tutto il territorio nazionale ha dovuto aprire più di 640 negozi in posti strategici; Amazon faceva tutto da un unico ufficio ma sfruttando il web riusciva ad arrivare nelle case di ogni Americano molto facilmente e 24 ore al giorno.
    Oggi le cose non sono cambiate, mentre Barnes & Noble deve continuare a mantenere immobili nei posti strategici delle città con dei costi enormi; Amazon sta acquisendo a basso costo fabbriche dismesse per farle diventare suoi Hub (come puoi leggere qui).
  3. Organigramma snello e sistematizzato :
    Per spiegarti questo concetto ti do 2 semplicissimi dati Barnes & Noble con 33.000 dipendenti riesce a coprire il territorio degli stati uniti più o meno in modo completo e non può permettersi di eliminare costo lavoro, anzi deve sempre aumentarlo; Amazon ha sempre lavorato diminuendo al minimo gli sprechi, all’inizio erano in pochissimi in ufficio e facevano turni da stakanovisti, oggi è in un processo dove sta sostituendo i posti di lavoro con robot e automatizzazioni (come puoi leggere qui).

Ma Bezos questo lo sapeva sin dall’inizio, sapeva che questo nuovo modo di fare impresa avrebbe spazzato via ( o meglio detto, avrebbe “Amazzonato”) il settore dei libri al dettaglio, e sapeva anche, che una volta fatta esperienza sui libri si sarebbe messo a fare la guerra a molti altri settori utilizzando gli stessi identici meccanismi.

La cosa assurda è che, ancora oggi, ci sono imprenditori che vedono il mondo on line con scetticismo, vedono i nuovi business con diffidenza e ripetono la formula perfetta per portarli al fallimento ovvero: “abbiamo sempre fatto così e continueremo a fare così…”

Ecco che Amazon con gli anni, dopo i libri ha letteralmente cannibalizzato settori su settori, alcuni esempi:

  • Dvd
  • CD musicali
  • Softwere
  • Videogames
  • Abbigliamento
  • Prodotti elettronici
  • Mobilia
  • Abbigliamento
  • etc etc etc

Visto che su ogni settore le cose sono andare come con i libri, ecco che il secondo passaggio è stata, ovviamente, l’espansione territoriale.

Qui trovi una lista (fonte Wikipedia) di tutti i magazzini Amazon attualmente attivi:

Giusto per dati un idea di come sta andando sui settori “non libri” oggi Amazon ha il 6,6% di quota di tutto il mercato dei vestiti americano. Ma già alla fine di quest’anno la quota dovrebbe salire all’8,2% e tra cinque anni al 16,2 per cento.

Ma ci sono stati casi, esattamente 3, nei quali lo spostamento di Amazon ha creato davvero scompiglio:

  • Cibo
  • Prodotti bancari
  • Giocattoli

CIBO

Amazon si è messa a fare da “supermercato”, per la verità molto recentemente, le sue quote ad oggi sono ancora ben al di sotto dell’1% laddove, oggi, il leader incontrastato rimane Wal-Mart con il 14% seguito da Kroger il 7% e da Whole Foods l’1,2 per cento.

Ed è proprio Whole Foods che potrebbe diventare il “Game Changer” per Amazon, perché recentemente alla cifra di 13,5 mln di $ è proprio la società di Seattle ad aver acquistato l’intera catena di supermercati.

Il motivo di questa acquisizione, pura e fine strategia:

“Per crescere nel settore del Cibo c’è ovviamente bisogno di distributori, dei punti vendita fisici che Whole Foods può garantire, forte dei 460 negozi sparsi prevalentemente nel Nord America e, in minima parte, nel Regno Unito.

Acquisendo la catena del bio, Amazon ha portato a casa in poco tempo un marchio conosciuto e di fiducia per milioni di consumatori, una capillare rete di  punti vendita e anche il patrimonio immobiliare di Whole Foods, che potrà utilizzare in proprio oppure rivendere, ricavandone altri profitti.” fonte Dissapore.

Questa strategia, unita a molte altre, porterà Amazon in due anni ad arrivare al 3% di quota di mercato per poi crescere di anno in anno.

Questo preoccupa moltissimo determinati mercati, specie in Europa, dove, ad esempio in Spagna i retailer stanno facendo una sorta di class action per provare a fermarli (non ci riusciranno… garantito).

E quindi Corte Ingles, Carrefour e Ikea provano ad unirsi per contrastare amazon come puoi leggere in lingua Spagnola (Catellana) cliccando qui.

PRODOTTI BANCARI

In questo momento, Amazon è seduto ai tavoli con Jp Morgan per poter uscire con un offerta che promette di essere “il conto corrente del nuovo millennio”.

“Il conto 3.0 di Amazon, consentirebbe alla società di Seattle di ridurre le commissioni pagate alle finanziarie nell’ambito delle transazioni compiute sulla sua piattaforma. E al contempo di raccogliere dati sui redditi dei consumatori e sulle loro abitudini di spesa, elemento quest’ultimo considerato oggi linfa vitale per chi opera su Internet, talvolta al pari delle inserzioni pubblicitarie.” fonte LaStampa.

In merito a questo, comunque, ho già scritto un articolo che puoi trovare qui:

http://pisanienrico.it/il-futuro-delle-banche-traballa-colpa-di-facebook-e-della-fintech/

GIOCATTOLI

Fa notizia, la chiusura di Toys R Us, colosso del mondo Retail dei giochi:

Dopo più di 60 anni di storia, a marzo del 2018, Toys R Us chiude per bancarotta sommersa dai debiti.

A parte diversi errori di marketing strategico, questo è l’ennesimo segnale di come il nuovo che avanza spazza via il vecchio senza alcuna pietà.

CONCLUSIONE

Se si considerano tutte le vendite di prodotti online, la società di Bezos ha il 43% di quota di mercato e non mi meraviglierei, in un prossimo futuro di vedere anche il mondo dei farmaci (compresi quelli a ricetta) sbarcare sul portale, le Farmacie quindi potrebbero essere le prossime “Amazzonate”.

Oggi come imprenditori siamo abbiamo il dovere di sapere come si muove il mondo e dove si sta dirigendo, altrimenti potremo essere fuori mercato in tempi record senza nemmeno rendercene conto.

Continua a seguire questo blog per avere tante altre informazioni e tante ricette per poter cavalcare l’onda del Business 4.0.

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Enrico Pisani
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