Il futuro delle banche traballa: Colpa di Facebook, e della Fintech

Facebook (e non solo) sta per invadere, anche in Europa, in modo davvero prepotente, dei territori che sino a ieri non potevamo nemmeno pensare.

Come dico sempre, dobbiamo ritenerci fortunati ad essere testimoni di una era economica così incredibilmente piena di evoluzioni e di grandi invenzioni.

Da anni, più o meno dal 2016, gira la voce che le big della Silicon Valley sopratutto: Google, Facebook e Amazon avevano intenzione di creare i loro sistemi di pagamento, riguardo a questo l’Ad di Jp Morgan non più tardi di un anno fa ha dichiarato: “il nuovo mondo bancario arriva dalla Silicon Valley”. Tra le altre, Jp Morgan, seguendo e interpretando in modo perfetto la teoria del: “se non puoi battere un nemico alleati con lui”,  ecco che pochi mesi dopo questa dichiarazione, ha creato in Joint Venture con Amazon, una carta di Credito riservata al mercato statunitense e ai suoi clienti “prime” che concede un ulteriore 5% di sconto su tantissimi prodotti del portale più grande del mondo.

Ma da dove deriva questa spinta verso il Fintech (finanza tecnologica)?

Dobbiamo andare in dietro di qualche anno quando PayPal, nel 2004, si propone come sistema di pagamento agevolato di Ebay, e compiendo dei passi, che sino a quel momento nessuno aveva osato fare. Paypal infatti, ottiene prima una licenza bancaria di emissione di moneta elettronica per gli Usa, per poi ottenerla nel 2007 per il mercato Europeo e quindi affermarsi come sistema di pagamento n1 per gli store on line (si noti, comunque, che Amazon rimane uno dei pochi siti internet che non accetta Paypal come sistema di pagamento).

Ecco che da li altre aziende, più o meno grandi, hanno fatto gli stessi passi, sino ad oggi, dove i colossi hanno deciso di muoversi verso questa direzione, facendo molto rumore e destando non poche preoccupazioni nella finanza “classica”.

Facebook, ad esempio, l’anno scorso ha ottenuto la licenza da parte della Banca Irlandese ha ottenuto la licenza per E-money e servizi di Pagamento in tutta Europa.

Se ci pensi, d’altronde, la potenza economica di queste aziende in alcuni casi, è addirittura più grande di quella delle banche, infatti se si analizza questi dati direi che questa nuova direzione delle Big della Silicon non è del tutto stupefacente.

Semplicemente adottando un sistema di pagamento interno, queste enormi aziende, compiono e soddisfano dei risultati grandiosi per loro:

  • Big data: facebook sa già tutto di te, e degli altri 3 miliardi di iscritti, pensa se grazie ad una carta di credito è in grado di vedere anche dove spendi i tuoi soldi. I dati sono merce pregiatissima, e questo potrebbe permettere a Facebook di vendere i suoi spazi pubblicitari in modo ancora più efficiente, e quindi i clienti potrebbero essere molto più predisposti a pagare. Lo stesso discorso lo possiamo fare per Google, sempre in termini pubblicitari, e per Amazon in termini di calibrazione dell’offerta dei propri prodotti. Insomma, questo passaggio farebbe aumentare l’efficienza economica delle big in una maniera incredibile.
  • Fidelizzazione della clientela: conoscere le abitudini dei tuoi clienti significa anche fornire a loro i servizi e i prodotti verso i quali sono più inclini ad aprire il loro portafoglio. Se poi i sistemi di pagamento ti danno anche un vantaggio, uno sconto, ecco che la fidelizzazione diventa massima (senza contare che il cliente, ogni volta che apre il portafoglio vede il logo della azienda, e quindi potrebbe ricordarsi di fare un ordine).
  • Possibilità di proporre altri servizi: grazie a questa connessione, che non è più soltanto sul web, ma diventa anche sul portafoglio, queste aziende potrebbero, in un futuro, proporre altri servizi, non credo prestiti o simili, ma si dice che probabilmente il prossimo passaggio saranno i conti correnti totalmente sul web.

Chi mai si farebbe un conto corrente con Facebook?

Questa è una domanda che mi sono fatto anche io, ma spulciando la rete, ho scoperto uno studio svolto su 33.000 persone direttamente da Accenture (per cui una fonte molto attendibile) che mostra alcuni numeri che mi hanno lasciato senza parole:

Infatti, risulta ad oggi che circa 1/3 degli intervistati sarebbe favorevole a spostare il proprio conto bancario su Facebook, Google o Amazon.

In Italia, a dimostrazione di quanto amiamo le banche, il dato sale al 41% e se analizziamo i giovani siamo sopra il 51%.

“Se consideriamo la capacità di penetrazione del mercato di questi soggetti, il forte legame con i clienti, è facile immaginare quanto un eventuale loro ingresso nei servizi bancari e assicurativi possa essere pericoloso per gli istituti tradizionali”, spiega Piercarlo Gera, Senior Managing Director di Accenture.

Altri numeri che fanno impressione:  in Italia Facebook vanta più di 31 milioni di iscritti, mentre il principale gruppo bancario, Banca Intesa, ne ha 11,1 milioni e nessun utente usa l’app della banca con la stessa frequenza con cui accede a Facebook.

Ma, mentre oggi, tra banche e colossi della Silicon vi è una sorta di collaborazione, cosa potrebbe succedere se Google, Facebook e Amazon imparano il mestiere e si mettono “in proprio”?

Ecco, questo scenario è quello che teme il mondo bancario, ma potrebbe essere quello più affascinante per noi appassionati di business del futuro!

In un futuro, infatti, i clienti sarebbero sempre più propensi ad abbandonare le tradizionali e più costose forme di credito bancarie che già oggi tremano sotto l’attacco di Amazon, Facebook e Google.

Conoscere dove sta girando il mercato e anticipare le mosse, oggigiorno, è importante per poter far prosperare il tuo business, tu stai prendendo le corrette contromisure o aspetti che arrivi lo tsunami?

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 Enrico Pisani
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