Il problema principale del Network Marketing, non è il Network Marketing, ma come Viene venduto e come viene Percepito

Voglio iniziare questo articolo dal titolo molto forte facendo una premessa dovuta che ti permetterà di capire il motivo per cui ho deciso di scriverlo. Si, perché quello che dirò in questo articolo è la classica cosa che sanno tutti, ma nessuno ha il coraggio di dire.

Credo che questo potrebbe essere l’articolo più controcorrente mai scritto sul settore, e nello stesso momento farà incazzare come “api” molti miei “colleghi” che leggendo queste righe scatteranno come molle per la famosissima regola della “Coda di Paglia” che non sbaglia mai.

Nello stesso momento in cui loro avranno l’orticaria, voglio specificare che queste righe non sono dedicate a loro, infatti, io non scrivo per i networker, non mi interessa lavorare con i networker, io scrivo per gli imprenditori che stanno valutando un idea di side business (diversificazione) parallela alla loro attività principale, per metterli in guardia di tutte le insidie nascoste e non dette di questo settore.

Se sei finito per la prima volta in questo blog, comunque ti consiglio di leggere questo articolo per capire chi sono e cosa faccio; e se hai mai sentito parlare di network marketing non puoi perderti per nessun motivo l’analisi imprenditoriale più completa che puoi trovare sul settore che trovi qui:

L’analisi definitiva che distingue i network marketing dalle imprese tradizionali.

Fatte le dovute premesse, ora posso iniziare ad entrare nel vivo della scottante faccenda, in quanto tutto ruota in torno ad un concetto molto semplice:

In questi anni di attività mi sono accorto di una cosa letteralmente agghiacciante, ovvero un enorme differenza che passa tra quello che è sostanzialmente una azienda di network (che di base, ovviamente,  deve operare in maniera legale), e di come viene venduta ed interpretata e applicata e dai distributori indipendenti, e come viene percepita in generale dalle persone.

Ed è proprio da qui, da questo semplicissimo concetto di comunicazione e applicazione dal quale nascono gran parte dei problemi del settore, da cui nascono i blog, gli articoli sui giornali, i servizi su iene, striscia la notizia etc.

Infatti, se tu fossi del settore, ti renderesti subito conto che molti attacchi, dicerie, blog, servizi di striscia/iene/report ad aziende di network non corrispondono a quello che è la realtà oggettiva e legale della stessa azienda (eh si, prima o poi capita a tutti vista l’ignoranza del settore), quanto più si rifanno ad uno specifico modo di fare probabilmente di un gruppo di persone e/o del singolo che non sempre rispecchia il reale modello di business ideato dall’azienda; oppure ad un montare di percezioni errate che portano a conclusioni ancora più sbagliate.


"Molto spesso non sono le aziende stesse ad essere, delle sette, dei lavatori di cervello, delle truffe... Ma sono gli stessi distributori indipendenti, che con il loro operato snaturano il modello di business originale con tecniche di vendita, manipolazione, forzature che fanno sembrare le aziende che rappresentano, quello che in realtà non sono..."

La reazione a catena distruttiva dell’opinione pubblica è proprio quella stupidissima scintilla che abbiamo nel cervello e che ci porta a generalizzare quando non abbiamo voglia di approfondire (o quando ci fa comodo farlo), ed ecco che se un qualcuno fa una cosa, per l’uomo della strada, o per il leone da tastiera (o in casi estremo per il giudice) tutti fanno così, proprio da questo paradosso nascono i continui blog, articoli sui giornali, i servizi su iene, striscia la notizia, gli interventi delle autorità e chi più ne ha più ne metta.

Ma perché se LA Wind, La Vodafone o la 3 (ad esempio) VENGONO MULTATE non faNNO notizia, mentre se succede ad una azienda di Network Marketing ne parla mezzo mondo IN MODO SCANDALISTICO?
Perché parlare male del network marketing fa notizia! 

Una notizia negativa di network marketing permette a tutti gli ignoranti, gli scottati, chi ha fallito in questa attività, di dire la fantastica frase: “te l’avevo dettoh” oppure “vedi lo sapevoohh”  pertanto, appena si la la percezione di una mezza notizia negativa sul network saltano fuori come funghi persone  che scaricano la loro rabbia e frustrazione divulgando e pompando e condividendo notizie come se non ci fosse un domani; magari costruendoci storie, ricamandoci titoli sensazionalistici o ipotesi catastrofiche per poter attirare audience e interesse.

Il Cocktail esplosivo lo hai, a questo punto, quando già la notizia può fare audience da sola (grande o piccola che sia basta che si parli negativamente di Network Marketing), se in più la gonfi all’inverosimile solo per fare scalpore ecco che la tua pagina, il tuo blog, la tua pagina, la tua vita sui social, potrebbe, per qualche giorno godere di molta “fama” in quanto potresti essere preso d’assalto da sostenitori e oppositori che si scanneranno e condivideranno il tuo post all’inverosimile.

Ovviamente, le situazioni sopra descritte non aiutano, creano molto scetticismo, tensioni e incomprensioni che danneggiano, per assurdo, molto di più chi lavora bene piuttosto che le stesse aziende o gli stessi operatori che lavorano male.

Ma non voglio parlare dei fatti e degli effetti in questo articolo, quanto più delle cause scatenanti, andando ancora più dentro della questione, perché forse non lo sai, ma a volte scatta all’interno di alcuni gruppi di lavoro la ridicola tendenza da contadini arricchiti di fare la gara a chi è più figo e quindi, l’arrivismo e la carriera assumono un valore enormemente più grande rispetto all’onestà, la professionalità e l’etica.

Proprio riguardo a quest’ultima frase ti riporto pari pari una estratto che ho scritto in un altro mio articolo che trovi qui:

"Il problema della generalizzazione nel network marketing, ovvero pensare che se un gruppo di persone opera in maniera non etica, tutta l’azienda è così, è veramente imponente, sopratutto sul web nell’era dei leoni da tastiera dai quali leggo ogni giorno “ignorantate” mai vista sul settore.
 
A loro discolpa, comunque, alla fine li capisco, pensa ad una persona che viene approcciata da un distributore invasato, che fa percepire al malcapitato fischi per fiaschi; la reazione di costui non sarà quella di scagliarsi contro il distributore "furbetto", quanto più sulla stessa azienda con cui esso collabora. Questo causa, non raramente, diffamazioni, calunnie gratuite, interventi di autorità, denunce, non basate sulla reale situazione, quanto più su quello che gli è stato dipinto"

Sulla base di tutto questo, sul fatto che sin dal primo giorno ho notato delle pratiche non affini al mio modo di lavorare, dalle quali io mi sono sempre dissociato creando un metodo e un modo di lavorare che professa l’esatto contrario, che abbia come base l’etica il rispetto e la professionalità, ecco che sono qui a “spiattellarti” in faccia una cosa che a molti farà male: LA VERITA’.

una storia reale

Immagina di essere una persona che non ha mai approfondito il modello di business del network marketing, come magai sei tu,  o come lo ero io fino a qualche anno fa, generalmente hai in testa tutta una serie sconfusionata di nozioni e cose del tipo:

  • truffe
  • strutture piramidali dove guadagnano i primi
  • qualcuno ha fatto i soldi ma molti li hanno persi
  • stai attento a quelle robe li
  • mio cugino bla bla
  • ti lavano il cervello
  • quella azienda la hanno multata
  • quest’altra azienda ha delle denuncie in Tanzania
  • non bisogna pagare per lavorare
  • ti fanno perdere la faccia con parenti e amici

Come puoi capire che tutto questo è reale o è finzione, una volta tolta la patina delle presentazioni dove “tutto sembra fantastico”?

Ah, anche chi è dentro il progetto da anni, anche con qualifiche importanti, anche se sta guadagnando fanstastamilioni di euro potrebbe raccontarti una marea di fregnacce, quindi leggi qui i 3 elementi da valutare per capire se hai a che fare con un professionista serio e preparato, o un fuffarolo da banco del pesce:

  • Prima cosa verifica la capacità di argomentare in modo chiaro, preciso e senza indecisioni la sostenibilità del metodo di lavoro che ha applicato, e come questo deve essere dissociato al fatto che le persone mettono soldi.
  • Seconda cosa verifica la capacità di poter spiegare nel minimo dettaglio il progetto e il suo sviluppo e tutti i suoi dettagli affinché possa essere legale, autosufficiente e etico.
  • Terza cosa è in chiave futuristica, ovvero, deve saper descrivere una chiara visione di quello che è il progetto aziendale di quello che è il percorso che ha programmato per te passo a passo, e di quali risultati, in quanto tempo dovrete raggiungere assieme.

Diffida, invece da chi usa la tecnica del MAGO, ovvero concentrare le tue attenzioni su qualcosa di allettante che ti distrae dalle cose realmente importanti, che, in modo molto abile, non vogliono farti vedere:

  • diffida da chi promette o ostenta in modo esagerato vita da sogno, belle auto, orologi, soldi facili realizzati in pochi anni perché sono specchietti per allodole che descrivono, a monte qualcosa, da nascondere; perché devi nascondere l’essenza del business con tutta questa finta vita da sogno?
    Perché i veri grandi imprenditori tipo Jeff Bezos, Bill Gates, Mark Zukerberg, che potrebbero realmente fare la “vita da sogno” non la spiattellano su internet come questi “finti ricchi” della domenica?
    Perché ma dovrei essere attratto dal tipico atteggiamento da oportunity seeker di chi fa ponzi o vende truffe?
    Oltretutto questi personaggi creano indirettamente un danno di immagine all’industria del network davvero importante facendo sembrare l’industria, e di conseguenza l’azienda con la quale collaborano, come una cosa poco seria, un bengodi dove non si lavora mai e si fa la bella vita a discapito degli altri, il mio consiglio è starci lontano.
  • Diffida da chi spinge troppo sulla motivazione, chi sembra un cocainomane in botta da quanto è esaltato che ha come unica leva quella della spinta emozionale, del gasamento e dell’invasamento collettivo che, molto spesso, servono per nascondere carenze sostanziali di preparazione, di conoscenza del progetto e portano i malcapitati che si fanno ammaliare dall’essere poco coscienti, poco consapevoli e assolutamente non in controllo del loro business.
    "Un motivato dura una settimana, un professionista dura una vita" Enrico Pisani
  • Diffida da chi ti forza e ti costringe a fare scelte, chi ti fa sentire male se non decidi quando e come dicono loro, chi ti fa sentire in piena “setta style” o sei del branco o sei contro il branco, ogni cosa ogni decisione, ogni adesione, ogni azione deve essere fatta nella tua piena coscienza dopo una attenta valutazione.
SE VOGLIO SAPERNE DI PIÙ?

Sin dal primo giorno in cui sono entrato in questa industria mi sono accorto che, mentre da una parte esistevano delle reali opportunità, dall’altra volevo creare un elemento di discontinuità nel settore importando le modalità di lavoro “iper professionali” della mia attività di consulenza.

Grazie al metodo di lavoro che abbiamo creato Metodo BePresident, infatti, abbiamo ottenuto dei risultati notevoli come testimoniano tantissimi imprenditori che puoi trovare cliccando qui.

Spero vivamente, che questo articolo, porti maggior coscienza, e minor generalizzazione sul mondo del network marketing.

Spero che venga letto, compreso e condiviso da tantissime persone affinché le notizie, le dicerie, i post su internet di “stellina14” o del “cugggino” valgano sempre di meno per far posto a quello che realmente sono le cose e i fatti, senza filtri, senza montature, senza sensazionalismi o magheggi.

Se vuoi avere più informazioni in merito a cosa faccio, puoi cliccare qui.

Enrico Pisani

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