Enrico Pisani il Networker a misura di Imprenditore

Il network marketing non è quella cosa dove ci sono gli invasati che applaudono tutti fomentati e vanno in giro a vendere prodotti porta a porta?

Questa è la domanda che mi sono fatto io quando da consulente e imprenditore ho iniziato a guardare oltre al mio business diverse alternative di creazione di rendita passiva e tutti i più grandi esperti di business internazionale mi indicavano il modello di business del network marketing come  più redditizio.

All’inizio pensare di fare il consulente legale di giorno e alla sera dover andare a vendere integratori, prodotti miracolosi antirughe, aspirapolvere o, peggio, prodotti finanziari al limite del legale, devo proprio dirtelo, non mi entusiasmava per nulla.

Volevo per forza trovare un business che non sminuisse la mia attività principale, anzi, che potesse fare gioco-forza con quello che facevo ma nello stesso tempo avevo la necessità di avere più tempo per me perché la mia partita Iva era diventata padrona della mia intera vita.

Lo sai meglio di me, si dice che chi è imprenditore non ha un capo, il che è vero, d’altronde in Italia gran parte degli imprenditori si aprono la partita iva proprio perché non vogliono più lavorare sotto padrone, ma mentre ti liberi di un padrone ti porti in casa un socio maggioritario parecchio ingombrante: lo stato.

Non voglio parlarne in questo articolo, ci saranno altre occasioni per parlarne, ma il concetto che voglio trasmetterti è che anche se non vuoi, lavori 6 mesi all’anno (o più) per pagare le tasse, insomma, lo stato detiene più del 50% della tua impresa, del tuo tempo e del tuo lavoro e se non lo paghi ti accorgi subito che è lui che comanda.

Ma cosa centrano le tasse, il network e il tempo?

Centrano eccome, è tutto connesso:

per potermi garantire uno stile di vita adeguato e per poter pagare le tasse dovevo lavorare sempre più ore, con sempre maggior foga e maggior stress.
Per vivere nella casa che volevo, l’auto che volevo, i vestiti che mi piacevano dovevo lavorare più ore e più guadagnavo più spendevo, sia in cose che mi piacevano ma sopratutto in tasse, che anno dopo anno inspiegabilmente aumentavano sempre di più.

Più soldi fai, più lo stato ti chiede, e più lo stato ti chiede più ti senti in dovere di fatturare per contrastare questa morsa; quindi: niente weekend fuori porta, poche vacanze, pochi momenti di svago, poco tempo da passare con le persone a cui vuoi bene; sempre più incastrato nella routine, nel traffico, nelle telefonate ai consulenti, alla banca, al commercialista, ai fornitori, a gestire casini, a incazzarti con il mondo… insomma quello che fai ogni giorno da chissà quanti anni in modo oramai automatico.

Studiando diverse vie d’uscita, ho capito che l’unico business model che mi permetteva di continuare a fare la mia attività, alleggerendo il carico di stress, ma nello stesso tempo mi permetteva di avere un canale (anche importante) di ingresso di soldi continuo non poteva che non essere  il network marketing.

Insomma nel network avevo trovato (da un punto di vista teorico) un modello di business che poteva permettermi di diversificare i miei ingressi economici di modo da liberarmi di un bel po dalla morsa del tempo, dalla noia della routine, dalla sensazione di girare a vuoto, da tutte quelle cose che mi giravano in testa del tipo: “vorrei fare questo…. ma non ho tempo” ; “vorrei andare in quel posto… ma non posso lasciare l’ufficio per più di una settimana” ; “vorrei tornare in palestra ma quando ci vado?”….

Ecco che torniamo di nuovo al fatto che il modello di business mi interessava, perché avevo la necessità di migliorare la mia vita, che a 30 anni era diventata già qualcosa di letteralmente insopportabile, ma il modo in cui veniva applicato non mi piaceva nemmeno.

Sono stato ad alcune riunioni, te lo confesso, da una parte trovavo una platea di persone che con me non centravano nulla: casalinghe, ragazzini e opportunity seeker (cercatori di soldi facili, di cui troverai molti articoli in questo blog), con cui non avevo e non volevo avere a che fare assolutamente.
Dall’altra prodotti (in alcuni casi davvero validi, te lo devo dire) con i quali, però, non mi sarei mai visto in sintonia nel proporli al mio potenziale pubblico di clienti.

Ad un certo punto, trovo, il business giusto: era dicembre 2012 a cavallo tra Natale e Capodanno quando scopro l’evoluzione del network marketing: il franchising di persone!

Il franchising di persone rappresentava per me il modello di business perfetto ovvero, mi permetteva di crearmi un business tutto mio, evitandomi tutte le seccature del network marketing che, diciamocelo, è abbastanza “sputtanato” da diversi fronti (anche su questo troverà nel mio blog diversi spunti).

Sin dal principio, però, ho capito che potevo applicare questo modello di business direzionandomi solo verso quegli imprenditori che avevano il mio stesso “problema” di tempo, di stimoli, di morsa fiscale..  creando i primi e unici due sistemi che aiutano gli imprenditori a crearsi una rendita passiva sugli acquisti:

Metodo BePresident
Biscer – il sistema di condivisione profitti per imprenditori

Io stesso, ho sempre voluto rappresentare il professionista di questo settore essendo il primo e unico che si è posizionato espressamente come Networker a misura di imprenditore ora voglio anche spiegarti cosa significa questo posizionamento dandoti  3 significati importanti:

1 -Significa utilizzare uno strumento e una azienda partner che siano a favore di imprenditore, che non sminuiscano la sua attività principale e che non lo espongano mai a problemi legali, fiscali o di perdita di stima sociale.

2- Significa creare un metodo di lavoro che vada in contro a tutte le esigenze specifiche dell’imprenditore in termini di tempo, di impegno di strategie di lavoro e che massimizzano la resa tempo / guadagno, anche, in alcuni casi, mettendo a disposizione di loro una forza vendita di iper professionisti formata  personalmente da me.

3- Significa creare un habitat naturale imprenditoriale, che sia aziendale e professionale, un modo di comunicare non da invasato (niente applausi balletti e americanate o urli da animali); significa fare l’attività non nei bar o nelle hall degli hotel ma all’interno di uffici che abbiamo aperto su tutto il territorio.
Significa, infine, lavorare come dei veri e propri consulenti preparati e professionali e non come venditori di materassi all’ultima spiaggia.

Insomma il network, se fatto con criterio, può essere un terreno molto fertile per gli imprenditori, scrivi qui sotto cosa ne pensi, e se hai domande a riguardo.

Continua a seguire il mio blog, ne vedrai delle belle.

Ad Maiora.

Enrico Pisani

 Enrico Pisani
Tutti i diritti sono riservati, non è permessa la duplicazione se non citando la fonte.

Commenti

commenti