Scopri la verità collasso del sistema Pensionistico in Italia, e cosa puoi fare per prendere reali contromisure

Non vorrei essere io a scrivere questo articolo, anche perché potrei non far dormire la notte diverse persone. Ma credo che una volta che si viene a conoscenza di qualcosa di importante è davvero necessario che venga condiviso quanto più possibile.

Questo articolo in generale serve come monito, per chi ancora crede di poter raggiungere la pensione e/o crede di poterla ricevere ancora a lungo.

Come è nel mio stile, e nel modo di comunicare con cui ho impostato questo blog, infatti, non voglio sparare sentenze a caso ma voglio portarti a ragionare sulla scorta di numeri, statistiche e opinioni di studiosi ed esperti, che, messi tutti assieme ci possono dare un quadro quanto più reale della situazione che si sta creando, ed è preoccupante.

Intanto, giusto per iniziare, volevo mostrarti lo strumento con cui, se sei nato dopo gli anni 60, potrai vedere la pensione.

Oggi, pensare che la pensione potrebbe essere una chiave per poter campare e rilassarci, una volta che saremo anziani, è totalmente un miraggio per una serie di elementi che sono sotto agli occhi di tutti, ma molti cercano di ignorare o non darci troppo peso oppure far finta di nulla.

Per la verità la situazione è davvero pesante, ed è un errore imprenditoriale enorme sottovalutarla oggi e trovarsi, come fanno gli imprenditori che falliscono, a voler prendere delle contromisure quando è troppo tardi o non ci sono i soldi per poterlo fare.

2030 Si, la data ipotetica in cui vi sarà il crollo totale del sistema pensionistico è stata pronosticata come questa.

“Si Enrico, porta pazienza, ma il 2030 è tra più di 10 anni…. ora non mi interessa”

Probabilmente è questo il pensiero che ti sta balenando per la testa, ebbene, non te lo nascondo, quando l’ho letto ci ho sottovalutato la questione anche io, poi ho analizzato giusto un paio di cose e mi sono reso conto che questa data potrebbe essere molto più vicina di quanto pensi.

Ho capito che questa data rappresenterà il collasso finale, ma nell’arco dei prossimi anni vi saranno intere categorie (anche di gestione separate) che diminuiranno in modo sensibile quella che è l’erogazione di fondi agli aventi diritto.

Ed è proprio questo il punto: visto che questo blog serve per fornire strumenti imprenditoriali e non per fare politica o sensazionalismo spiccio, se ragioni da imprenditore, ora, potrebbe essere già tardi per agire, anche perché non credo che a 80 anni, quando sarai in pensione, avrai la forza e le energie per aprire una start up o crearti un nuovo business, pensaci.

INPS il sistema piramidale legalizzato più grande mai visto

Partiamo da un presupposto, ovvero, in soldoni come funziona il sistema pensionistico italiano: funziona esattamente come uno schema ponzi, sai quei sistemi dove i primi guadagno e gli ultimi rimangono fregati? Ecco proprio così, dove i giovani dovrebbero accumulare contributi che gli vengono elargiti quando andranno in pensione…. in verità i giovani versano fondi che in tempo reale mantengono chi è in pensione (se vuoi altre informazioni di cosa è e come la legge interpreta un sistema piramidale da un occhiata al mio articolo cliccando qui).

Nessun sistema piramidale è, per sua stessa natura, eterno, e dal momento in cui vi saranno meno contribuenti, vi saranno meno soldi, non ci sarà la disponibilità per sostenere le pensioni dei pensionati, concetto molto semplice.

Ma perché questo succede? Andiamo per ordine e vediamo un paio di dati interessanti.

I primi a rischio sono quelli nati negli anni 60.

Nel biennio del 1964 e 1965, infatti, in Italia si è verificato un fenomeno chiamato “Baby Boom”.  l’Italia nel pieno della bella vita, della crescita economica galoppante, “ha partorito” più di 1 milione di bambini, un record che non è mai più stato registrato in nessuna altra epoca. Questa massa enorme di persone nell’arco temporale tra il 2028 e 2032 chiederà il conto alle casse dell’Inps, che ovviamente ne oggi, ne tantomeno domani, saranno in grado di soddisfare quell’enorme richiesta economica.

Oltre a questi dati ci sono elementi che andranno a minare in modo pesante quella che è la tenuta del sistema “piramidale” pensionistico ovvero:

  • Disoccupazione altissima (quindi meno persone che pagano i contributi, meno soldi circolanti)
  • Emigrazione dei giovani italiani (moltissimi giovani per poter lavorare sono costretti la levare le tende per posti con più opportunità)
  • Aziende che si trasferiscono all’estero o delocalizzano (spostandosi all’estero, per motivi fiscali pagano i contributi in un altro paese)
  • PIL non sufficiente a sostenere il sistema pensionistico (sarebbe richiesto minimo un 1,5% ora l’Italia è a 0,8%)
  • Bassissimo tasso di natalità con una popolazione che è prevalentemente vecchia.
  • La percentuale dei pensionati rispetto ai lavoratori, che oggi si attesta in torno al 35% nel giro di 10 anni diventerà quasi il doppio passando 65% (oggi ogni 1 pensionato ogni 3 lavoratori, domani 2 personali ogni 3)
  • Aspettativa di vita più lunga rispetto al passato (e quindi più contributi da versare più a lungo)

Ecco che, proprio sulla base di questi semplici concetti, ci si può rendere conto di come un sistema, che necessita sempre carne fresca per essere foraggiato, diventa improvvisamente instabile e con davvero poco futuro.

Altro dato attuale: se guadagni 2.000€ al mese e vai in pensione già oggi, secondo l’Inps il 63% degli assegni è fermo sotto i 750 euro al mese. 750€ mese, che non bastano nemmeno per l’affitto della casa sono già oggi un problema, non nel 2030 (se vuoi altre info leggi questo articolo de “la Stampa” cliccando qui).

Io che sono nato nel 1981, beh, per me futuro in questo senso non c’e’, ammesso e non concesso che l’inps sarà ancora in piedi, le mie proiezioni sono pessime come descritto qui.

Detto questo mi sono trovato a decidere cosa fare della mia vita, continuare a pagare i contributi all’Inps e alla mia gestione separata, oppure andare nella direzione opposta?

Ognuno può scegliere la propria strada, sicuramente affiancare altri business paralleli al proprio lavoro principale è una strada molto intelligente per avere una soluzione risolutiva ad un problema che prima o poi dovrai affrontare.

Ma quale business fare?

Le risposte le puoi trovare in questo blog ad esempio leggendo qui , o in prossimi articoli che sono in procinto di pubblicare. La mia visione del business rimane sempre connessa al fatto che, continuando a fare quello che facciamo, dobbiamo iniziare a diventare davvero “imprenditori seriali” creando altri business che magari hanno le caratteristiche di essere “automatizzatili” una volta costruiti.

Nel mio caso ho deciso di intraprendere un business che possa avere non solo un futuro, ma anche garantirmi quella sicurezza che i nostri padri e nostri nonni hanno trovato nello stato, ma che noi non potremo sicuramente avere.

Continua a seguire questo blog perché potrai avere tantissimi spunti e tantissime idee di come creare un business evoluto.

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Enrico Pisani
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