Scopri perché dire che “il Network Marketing rappresenta il business del Futuro” non è la solita frase da gonzi

Se nella tua vita hai avuto la sfortuna di incontrare uno di quei networker esaltati (con i quali non voglio avere nulla a che fare e dai quali ho sempre preso le distanze, se vuoi sapere come la vedo leggi qui),  che ha cercato di appiopparti il suo fantastico e miracoloso prodotto o servizio raccontandoti di tutto di più; una volta nella vita ti sarà capitato, sono sicuro, o magari ti hanno invitato ad un evento di presentazione dove hai visto gente saltare, ballare e applaudire come in preda a visioni mistiche. Se non ti è già successo, sono sicuro ti succederà prima o poi; in ogni caso, sia se ti è già capitato, ci scommetto che ad un certo punto, durante la loro opera di convincimento (coattivo) ti hanno tirato fuori la frase: “eeehh…. poi sai….il network marketing è il business del futurohh!”.

Ecco, tra tutte le innumerevoli stupidaggini che possono uscire dalla bocca di un networker invasato, questa, per la verità, potrebbe essere quella più fondata (ovviamente andrebbe detta in un modo diverso, ma questa è un altra storia), pertanto, se leggerai attentamente questo articolo te ne darò una visione e una dimostrazione oggettiva, come è nel mio stile, utilizzando numeri, dati e ragionamenti imprenditoriali.

In questo blog, come avrai notato se mi segui, trovi principalmente (divagazioni a parte) 3 cose:

  • Business 4.0
  • Evoluzione del mondo economico
  • Network Marketing professionale

Temi, che, per i più distratti, possono sembrare disconnessi ma in verità sono strettamente collegati; ora, il problema (se così possiamo chiamarlo) sta nel fatto, che, sino ad ora non ho ancora avuto nessuna occasione per poter argomentare in modo completo l’unione che hanno queste 3 realtà.

Infatti, se leggi i miei articoli da un po, o semplicemente se stai scorrendo la prima volta questo blog, potrai vedere come mi concentro moltissimo sul business 4.0, sull’evoluzione del mondo economico , sul futuro dell’economia con qualche accenno qua e la al network marketing. Magari ti sarai chiesto il motivo per cui queste cose possano coesistere in un blog, oppure il motivo per cui parlo di questi argomenti in modo così continuativo.

La risposta la troverai tutta in questo articolo, in quanto, tutti questi argomenti, per la verità sono un unico grande argomento per un semplice motivo: parlare di business del futuro significa anche parlare di modelli distributivi del futuro.

Come ogni buona analisi, e come è mia consuetudine, è bene partire dai numeri, perché il passato riesce sempre a dirci quello che potrebbe succedere nel futuro, svelarci i trend del mercato e fornirci tantissimi dati che ci possono portare a dei ragionamenti estremamente profondi.

Partiamo, quindi, con una serie di analisi iniziando proprio dai numeri, e dal volume di affari che genera il settore.

FATTURATO TOTALE DELL’INDUSTRIA DEL NETWORK MARKETING

In questo grafico, con dati derivanti direttamente dall’organo internazionale di controllo sulla vendita diretta (DSA) , puoi intravedere dei numeri sicuramente interessanti, infatti, sino a qualche anno fa, l’industria del Network marketing, generava quasi il doppio della ricchezza dell’industria milionaria del cinema.

Oltre al fatto che l’industria del cinema è, oggettivamente in grado di generare molti meno milionari dell’industria del network marketing, per sua stessa natura, il modello di business del network ha molta più ridistribuzione economica rispetto al mondo del cinema. Pertanto, se dobbiamo mettere tutto su un piano di opportunità, ecco che inizi a capire come il sogno di diventare una star di hollywood potrebbe apparire molto meno remunerativo del fatto di diventare un networker di successo.

Per farti capire meglio questo concetto, se dovessimo disegnare un grafico (davvero basico) di come vengono distribuite le ricchezze all’interno della realizzazione di un film, non andremo sicuramente distante da una situazione del genere, laddove gli attori e i registi guadagnano milioni di euro e le comparse, invece, prendono pochissime centinaia di euro.

 

Esiste, ovviamente, un enorme differenza di guadagno tra gli attori protagonisti e le comparse e, all’interno dello stesso film, unito al fatto che vi è un oggettiva immutabilità dei ruoli, ovvero, nessuna comparsa ha la minima possibilità di diventare attore protagonista all’interno dello stesso film.

Tornando, quindi, alle possibilità realizzative, ovviamente, i paragoni sarebbero schiaccianti per 2 motivi:

  • il mercato del network genera quasi il doppio dei soldi rispetto a quello del cinema
  • la facilità di carriera nel mondo del network e infinitamente più facile rispetto a quella del cinema

Ogni analista del mondo, se dovesse analizzare lo stato di salute di un settore, prenderebbe lo storico, perché, a meno di grandi cataclismi mondiali, il dato storico gli permetterebbe sempre di tracciare anche un dato di proiezione su quello che avverrà nel futuro.

Uso, a questo punto, come esempio, un grafico, che, quasi a caso, ho trovato sul web per farti capire il ragionamento che voglio fare con te.

Ovviamente, in questo caso, manco a dirlo, arriva la conferma che il mondo della vecchia informazione sia in caduta continua per il fatto che la pubblicità “one to all” sui canali classici stia lasciando il passo ad altre forme di advertising (avremo modo di parlarne in un prossimo articolo) più efficienti su canali differenti.

Altro esempio, che può sicuramente aiutarmi nel farti comprendere il ragionamento che sto facendo, su un settore, che, sappiamo tutti ha perso tantissimo negli ultimi anni, ovvero il settore immobiliare (fonte idealista). Anche questo grafico ci fa capire che il settore non sta bene, ci fa capire che un ipotetico investimento immobiliare di 100.000€ che hai fatto 10 anni fa; ti ha fatto perdere in media 30.000€ in pochissimi anni (ma di questo ne parleremo in un articolo specifico).

 

Andiamo, quindi, a vedere quale è TREND DEL SETTORE del Network Marketing

A questo punto è importante farti vedere questo grafico, in assoluta controtendenza rispetto a gran parte dei settori mondiali.

La cosa notevole di questi dati sta proprio nel fatto che il settore registra un 10% di crescita annuale in un momento storico di crisi economica globale. E, proprio in merito a questo, voglio farti ascoltare i commenti della Professoressa Carolina Guerini della SDA Bocconi (sostenitrice del modello di business del network) che spiega come, questo modello distributivo, è in grado di resistere alla crisi e non solo, è in grado di continuare a crescere (se vuoi saperne di più sui suoi studi puoi farlo con questo libro).

Tali dati non possono lasciarci indifferenti, sopratutto se li uniamo al fatto che diversi studi dimostrano come nei prossimi 20 anni moltissime aziende abbandoneranno il loro modello distributivo per far posto a quello della rete di vendita “del passaparola” (puoi trovare tantissimi spunti in questo articolo dove parlo del lavoro “di domani” e del futuro dell’economia cliccando qui).

Infatti, come ho già sottolineato in questo articolo tutto quello che è il mondo retail da prodotto, quelle tipologie di prodotto dove non vi è la necessità di un intervento umano, di una consulenza, di una negoziazione, ecco, tutto quello probabilmente in un prossimo futuro potrebbe essere veicolato solo  on line.

QUALI TIPOLOGIE DI NETWORK AVRANNO PIU “POTENZA” NEL MERCATO DI DOMANI?

Il mondo di domani (e non parlo di troppo tempo, davvero nel giro di pochi anni) sarà costellato da sempre più aziende che sfrutteranno il mondo del passaparola per rafforzare quella che è la distribuzione dei loro prodotti (a riguardo ti consiglio di guardarti questa mia intervista dove parlo di come il mondo del network e della vendita diretta in un futuro sarà il pane quotidiano di moltissime persone).

Quindi, se dovessi fare un ragionamento su quali tipologie di network potrebbero avere un futuro migliore, un futuro maggiormente connesso con quella che è la quarta rivoluzione industriale in atto, andrei in modo sicuro verso quei network che hanno come oggetto della loro divulgazione non tanto un prodotto, quanto più un servizio, specie se questo servizio è in linea con tutto quello che è il mondo 4.0 (anche di questo argomento, se continuerai a seguire questo blog, troverai in futuro tantissime analisi e articoli a riguardo).

Infatti, se già oggi dovessimo fare un ragionamento puramente economico sullo stato di salute (e quindi la possibilità di essere futuribile) di un modello di business che decide di distribuire i propri prodotti o sevizi con il network marketing dovremo farci una semplicissima domanda:

“questo prodotto o servizio, se non fosse solo consumato da chi fa parte del network in modo attivo potrebbe funzionare sul mercato?”

Perché porsi questa domada?

Semplice, se un modello di business, specie nel mondo del network, è sostenuto solo dall’autoconsumo di chi ne fa parte attivamente è semplicemente un business limitato che non potrà mai veramente entrare nel mercato reale, infatti, ricordiamoci che il modello di network che il futuro richiederà sarà quello formato da una parte attiva di persone, che, ovviamente, saranno i primi utilizzatori del prodotto/servizio, ma, nello stesso momento, si occuperanno di divulgare il prodotto/servizio anche verso coloro che saranno dei semplici consumatori finali.

In America, per valutare un business, c’e’ un detto che permette di fare questo tipo di ragionamento ovvero il: “Go to the Market”.

Cosa significa “Go to the Market?” Semplice, significa che una volta che i tuoi seguaci, i tuoi fan, hanno acquistato il tuo prodotto/servizio, e che magari in una fase di start up ti fanno fare cassetto, ad un certo punto devi iniziare a lavorare su persone “sconosciute” e quindi entrare nel “vero mercato”.

Questo, rapportato al mondo del network, significa che una volta che tutti i distributori consumano i prodotti/servizi, c’e’ bisogno che questi prodotti e servizi vengano veicolati anche su consumatori finali, che non necessariamente diventeranno distributori. Capisci bene, quindi, che se un network ha come semplice obbiettivo quello del consumo solo da parte della rete interna avrà un mercato limitato e non entrerà mai nella fase “go to the market”. Ecco, che, queste tipologie di network, in generale sono le meno futuribili già ora, figuriamoci nel mondo della automatizzazione 4.0.

I NETWORKER CHE FARANNO CONSULENZA E NON VENDITA SELVAGGIA DOMINERANNO IL MERCATO DI DOMANI.

Sappiamo come tantissimi lavori nei prossimi anni verranno sostituiti da macchine, e da intelligenza artificiale, sappiamo che la rivoluzione industriale 4.0 che stiamo vivendo in questi anni sta portando ad automatizzare a sostituire tutte quelle mansioni che sono ripetitive, codificabili e automatizzabili.

“Esistono, però, alcune mansioni che in nessun caso saranno sostituibili ovvero quelle dove c’e’ bisogno di una grande capacità di negoziazione e convincimento” Federico Pistono

Proprio sulla base di questa affermazione, e di tutti i dati che trovi in questo articolo, possiamo iniziare a trarre delle interessanti conclusioni che ci motivano a pensare che i network di servizio, che ovviamente hanno la necessità di un lavoro di consulenza particolarmente efficace e professionale (nella maggior parte dei casi maggiore rispetto a quello di prodotto) trova una collocazione perfetta all’interno del mercato di domani.

Nel mio caso, ad esempio, ho sempre impostato il mio lavoro come questo grafico che vedi a seguito perché strategicamente ho sempre ragionato sul fatto che la mia professione non debba essere un “mordi e fuggi” da vecchio mercato, ma quanto più un “collabora e costruisci” da nuovo mercato:

Sono sicuro che troverai tantissimi spunti in questo articolo, e sono altrettanto sicuro che sarà spunto di riflessione per moltissime persone che magari sino ad oggi hanno sottovalutato questo settore.

Rimani connesso, perché ci saranno altri approfondimenti sul tema.

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Enrico Pisani
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