Finita l’era Economica Post Industriale; Ci sono Grandi “anomalie” che generano Grandi Ricchezze, Vediamo di capire come funzionano e come possiamo approfittarne

Una delle cose che più mi affascinano dell’era economica che ci vede testimoni è, da un lato la grande capacità di alcuni imprenditori di saperla sfruttare, dall’altro il senso di disorientamento diffuso che porta le persone a pensare dal “lato economico sbagliato”.

Oggi, infatti, siamo al cospetto di realtà che alcuni chiamano “anomalie” ma che non possiamo ignorare perché hanno totalmente ribaltato ogni regola di mercato in pochissimi anni, segnando dei record inimmaginabili ed irraggiungibili ai loro predecessori.

Per farti capire meglio questo concetto, voglio partire da uno schema, poi lo commenteremo assieme, sul valore della stessa tipologia di business in versione “nuova economia” e “vecchia economia” (dati Statista):

Ora, lo so che il fenomeno Amazon sembri normalità, d’altronde è diventato un sito quasi quotidiano e tutti leggiamo che Jeff Bezos è diventato l’uomo più ricco al mondo; ma di fronte a questi pochi numeri, possiamo già renderci conto che i risultati dello store on line più grande del mondo non sono per nulla scontati, se vuoi saperne di più clicca qui.

Una nota fuori dalle righe che mi voglio concedere è quella di consigliarti di leggere il libro “Vendere tutto” ovvero la vera storia di Amazon e di Jeff Bezos, un libro veramente ricco di ispirazione, di visione e di grande capacità imprenditoriale, uno dei libri più belli che ho letto ultimamente, e su cui ho fatto un articolo dove analizzo il modello Amazon (clicca qui).

Ma tornando a noi, voglio portare la tua attenzione sul motivo per cui WalMart, che va avanti da più di 50 anni con risultati pazzeschi, vale la metà di Amazon che ha solo qualche decennio, un decimo dei suoi dipendenti e un “misero” store.

Se non conosci WalMart, mentre se sei stato almeno una volta negli USA non puoi non averlo visto, si tratta dell’azienda numero uno al mondo per: fatturato e per numero di dipendenti.
Immagina quanto grande può essere una azienda che ha più dipendenti degli abitati di Milano!

WalMart quindi è un vero gigante dell’economia, oppure, meglio se lo chiamo come deve essere chiamato ovvero: il più grande supermercato del mondo.

La mia domanda è questa: Come può pensare un azienda che vuole entrare nel mondo della grande distribuzione, di poter competere con un gigante di questo tipo? (ho parlato di 4.0 anche in questo articolo che trovi cliccando qui).

Certo, combatterlo sul suo terreno, per quanti store tu possa aprire, per quante economie di scala e prezzi bassi, offerte, tu possa fare non potrai mai cancellare 50 anni di storia e un posizionamento da assoluto leader mondiale.

Qualcosa, poi, è cambiato negli anni 90 quando per il mondo si apre un canale che da li a qualche anno avrebbe fatto nascere i “nuovi mostri dell’economia”, e che ha permesso a determinate società di sfidare e battere i vecchi mostri sacri del settore con armi nuove, su campi di battaglia diversi e con strutture notevolmente più snelle.

A dirla tutta, il sopravvento delle compagnie on line non è iniziato subito, ma si è dovuto attendere la prima evoluzione digitale ovvero con il web 2.0. 
Ed è da quel momento in poi, con un internet più godibile, più veloce e più evoluto che determinate aziende hanno inziato a mangiarsi enormi fette di mercato proprio alle “vecchie” compagnie cambiando l’abitudine dei clienti che da off line iniziavano ad acquistare in modo sempre più frequente on line.

Questa analisi, a dire il vero, andrebbe fatta in modo molto più profondo, infatti Amazon sicuramente ci ha messo del suo grazie ad un innovazione sempre all’avanguardia e grazie soprattutto ad un esperienza d’acquisto che in verità ritengo sia la vera arma segreta del portale.

Ma il mondo non è solo Amazon e Walmart, ci sono migliaia di esempi simili, eccone un altro

Come vedi, è la stessa storia che si ripete anche in questo caso, dove Marriott è, come valore, il numero uno per quel che riguarda il mondo degli hotel fisici, e Priceline Group il più grande gruppo on line dello stesso settore.

Qui troviamo numeri molto simili alla comparazione di prima dove vedi Priceline che ha un valore di mercato più del doppio di Marriot, che dispone dell’enorme cifra di più di 6.000 hotels in tutto il mondo.

Sembrano cose normali, perché sono realtà oramai assodate nella nostra quotidianità, ma se analizzi questi numeri per quello che sono, sembra impossibile che una azienda con un “semplice” store on line, possa valere più del doppio della più grande catena di hotels del mondo.

Quindi, Marriot che rappresenta il vecchio modo di fare questo business si vede in meno di vent’anni letteralmente sverniciata da Priceline, che invece rappresenta il nuovo modo di fare turismo.

E lo stesso confronto lo potrei fare con tantissime altre aziende, la musica non cambierebbe minimamente.

Ma indipendentemente da quanti esempi e numeri possa portare alla tua attenzione, la domanda che dobbiamo farci è sempre quella, come è possibile che tantissime società giovani facciano mangiare la polvere a quelle che operano nello stesso settore con i metodi classici?

Partiamo dal fatto che esattamente come succede per questi grandi gruppi, succede anche per i business più piccoli nello stesso identico modo; sono sicuro che realtà anche del tuo settore che sfruttano questi canali stanno avendo dei risultati inimmaginabili sino a 20 anni fa.

Ed il punto è proprio questo, il fatto di saper cavalcare l’onda dell’era economica della digitalizzazione, ovviamente, è il requisito base.

Ma se mi concedi una puntualizzazione e non è necessariamente obbligatorio che il tuo business esaurisca tutta la sua prestazione on line, come succede per Amazon.

Possono esserci dei business che partono on line ed immediatamente passano off line tipo Uber, attualmente la più grande catena di al mondo di Taxi, oppure business che partono off line per finire on line tipo particolari membership a pagamento alle quali puoi accedere solo se hai determinate caratteristiche o fai parte di determinati club, determinati circoli o network.

Pertanto, quali sono gli elementi che fanno schizzare verso l’alto i business di nuova generazione ad una velocità mai raggiunta, e mai pensabile, dai business di vecchia generazione?

A mio vedere gli elementi indispensabili nei quali si descrive perfettamente il successo delle aziende di ultima generazione, è basato su questi 3 capisaldi:

Viralità del sistema: ovvero la capacità di propagarsi anche senza la spinta di una forza vendita o di influencer o di pubblicità o di offerte particolari.

Un business virale è in grado di propagarsi in modo più o meno rapido grazie al passaparola, agli “invita un amico” e all’effetto novità dove qualcosa che funziona bene viene propagato in modo per l’appunto “virale” (in alcuni casi con incentivazione del passaparola).

Ma, per essere virali bisogna avere un qualcosa che sia veicolabile all’interno di questo canale; mi spiego meglio, e per farlo ti porto in dietro di qualche anno, non so se sei un “nerd” come me, ma io ho fatto carte false, a suo tempo, per riuscire ad avere un account di Gmail!

 Questa vale la pena di essere raccontata, perché Gmail (il famoso servizio di posta elettronica di Google) nel 2005 viene lanciato con l’incredibile capacità, di allora, di 1gb per casella.
 A quei tempi era uno spazio incredibile, solo che, allora, non essendo famoso come servizio non potevi, come fai oggi, andare sul sito e registrarti; serviva l’invito di un altro che aveva la casella di Gmail. 

Così, si è sparsa la voce che c’era la possibilità di avere una casella di posta con 1gb di capienza, ma se la volevi, dovevi trovare qualcuno che ti potesse invitare. 
Ricordo che tutti volevano una casella, e appena si trovava qualcuno che aveva gli inviti (erano massimo 5 a testa se non ricordo male) si era disposti anche a pagare, per averne uno.

Ecco, questo è un chiaro segno di viralità, e questa stessa viralità ha probabilmente contribuito in maniera importante al consolidarsi della società di Mountain View come il più grande motore di ricerca e il più utilizzato provider di posta elettronica al mondo.

 Ma senza andare per forza su Gmail, un dato che è più vicino alla nostra realtà sta nel fatto che c.ca il 98% delle P.Iva in Italia riceve clienti dal passaparola, ma soltanto il 2% ha dei sistemi che generano e alimentano il passaparola (se vuoi vedere che tipo di azioni facciamo sulle piccole e medie imprese clicca qui).

Dati che fanno pensare e che sicuramente dovranno cambiare nei prossimi anni

Accesso alla massa: uno degli elementi cardine dei nuovi business milionari, è il fatto che grazie al loro modello di business, spinti anche dalla viralità del sistema, lo stesso business è progettato per impattare una massa di persone molto più ampia (e in modo molto più rapido) rispetto ai business tradizionali.

Il concetto è semplice, pensa alla capillarità di McDonalds, che in Italia ha dovuto aprire più di 500 ristoranti per riuscire a coprire l’intero territorio nazionale.

Ed ecco che Marriott, come WalMart, per potersi espandere devono raggiungere fisicamente determinati luoghi, aprire una sede e stabilirsi; certo, questo non significa che raggiungere la massa sia impossibile, ma ovviamente è più lento, più macchinoso e molto più dispendioso.

Il concetto di massa, poi, permette di generare grandi guadagni ovvero creare un vero e proprio rapporto tra quante persone possono accedere al mio business, e quanto è il volume di affari, una sorta di [persone=soldi]. 
Inutile dire che, su questo rapporto, il web utilizzato in modo continuo da smartphone sta facendo tutta la differenza del mondo.

Strutture snelle: ultimo punto, assolutamente da non sottovalutare, spiega il fatto che tutti i nuovi business milionari sono dedicati a servizi che mi migliorano l’esperienza delle persone, ma nello stesso momento, sono strutture estremamente leggere.

Prova a guardare, questo ragionamento molto semplice: 

Uber è la compagnia di taxi più grande al mondo, ma non possiede taxi, non deve fare manutenzioni, assicurazioni ai veicoli, cambi gomme, non deve gestire taxisti, deve solo occuparsi di dare un servizio agli utenti e pagare i driver.

Facebook è diventato il sistema di informazione più importante del mondo, con miliardi di persone iscritte e non possiede nessuna rotativa, nessun addetto alle macchine stampa, nessuna rete di distribuzione di giornali ma soltanto una piattaforma in grado di interpretare e leggere le abitudini dei propri utenti per poi vendere questi dati a chi vuole farci pubblicità.

Ecco, queste sono concettualmente strutture snelle, ho preferito farti degli esempi ecclatanti, di modo che tu possa capire tutto nel migliore dei modi, e, come puoi ben immaginare queste stesse strutture creano i presupposti per poter crescere, espandersi e creare ricchezza in modo del tutto esponenziale addirittura a volte incontrollabile e insorabile.

Da quando ho scoperto questi, e molti altri concetti collegati ai nuovi business, ho deciso di dedicare le mie ricerche, la mia forza lavoro, i miei investimenti e le mie energie verso questa direzione dedicandomi allo sviluppo esclusivamente di queste tipologie di business, la mia storia la trovi qui.

Se dovessi darti una massima, una mia conclusione in merito a tutto quello che abbiamo visto in questo articolo, potrebbe essere perfetta una frase detta da Jaff Bezos, ovvero: I nuovi Business non sono “Strani”, sono semplicemente il Futuro.

Quindi prima di dire: questa roba è troppo strana, questo non fa per me o per la mia azienda, imparerei a guardare tutte queste nuove realtà con una maggiore apertura mentale, ne capirei i meccanismi, e poi, vedrai che determinate soluzioni potrebbero essere molto più facilmente applicabili, di quanto oggi tu possa pensare.

Se vuoi capire che tipo di soluzioni ho adottato per cavalcare l’onda del business 4.0 e ottenere informazioni gratuite sul mio modello di business clicca qui.

Ps: Questo è un estratto dell’ articolo completo che è uscito nel numero di Marzo di COIN MAGAZINE di Agevola Imprese sul quale ho la fortuna di scrivere un articolo al mese come vedi qui.

Enrico Pisani
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